RIMBORSO DEL CONTRIBUTO SISTRI              

Nonostante i ripetuti annunci da parte del Ministero dell’Ambiente, il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) non è mai entrato in funzione in modo definitivo e regolare: tuttavia le imprese hanno comunque dovuto pagare il c.d. “contributo Sistri” sin dal 2010.

La previsione di un sistema informatico di tracciabilità era contenuta nella Legge Finanziaria del 2007, sulla base della quale è stato emanato il D.M. 17 dicembre 2009 che ha formalmente istituito il Sistri ed ha imposto il pagamento di un “contributo annuale” per la copertura dei costi derivanti dalla costituzione e dal funzionamento del sistema. Si calcola che, nel biennio 2010 – 2011, il Ministero dell’Ambiente abbia incassato circa 100 milioni di Euro.

A causa delle numerose carenze e disfunzioni, l’avvio del sistema è stato prorogato più volte.

L'ultimo decreto Milleproroghe (D.L. n. 210 del 30/12/2015) ha mantenuto per tutto il 2016 il sistema tradizionale cartaceo basato su Mud, registri e formulari, rinviando al 2017 l'applicabilità delle sanzioni relative al Sistri; con l’eccezione delle sanzioni per omessa iscrizione al sistema e per mancato pagamento del contributo annuale, rese applicabili a decorrere dal 1° aprile 2015.

Così costringendo le Aziende, in modo ingiusto e illegittimo, a pagare per un sistema non ancora pienamente operativo e cogente; quindi per un servizio che non viene regolarmente erogato.

Il Sistri presenta delle criticità anche sotto il profilo procedurale: l’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ha infatti ritenuto illegittima la procedura di affidamento del progetto Sistri alla Selex, in assenza di gara pubblica, in quanto in contrasto con la normativa nazionale e comunitaria (Delib. n. 10/2014).

L’art. 11 del D.L. n. 101/2013, conv. legge n. 125/2013, ha sancito il formale avvio del Sistri (dal 1° ottobre 2013 per trasportatori e gestori; dal 3 marzo 2014 per i produttori), ma nella sostanza il sistema non è ancora operativo, e si continuano ad usare gli adempimenti cartacei tradizionali.

I contributi Sistri pagati devono essere restituiti.

In questo senso si è già pronunciato il Giudice di Pace di Roma con la sentenza n. 35907 del 2013 che ha condannato il Ministero dell’Ambiente a rimborsare ad una società di trasporti i contributi pagati, oltre alle spese processuali.

L’Associazione Gestori Rifiuti- A.G.R. (ente senza scopo di lucro che riunisce le Aziende del settore raccolta e trattamento rifiuti) vuole tutelare tutte le imprese che hanno ingiustamente pagato per un servizio telematico mai entrato in funzione, che è stato soltanto fonte di ritardi, disagi e spese inutili. Tramite azioni legali collettive è possibile chiedere il rimborso dei contributi Sistri pagati, oltre al risarcimento di tutti i danni subiti.

Un’azione legale collettiva presenta numerosi vantaggi: restando uniti si è più forti e si abbattono notevolmente i costi della causa.

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